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San Giuliano Terme

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"...Il giovedì 27 Luglio, partimmo a buon ora di Pisa...Passammo un pezzo la pianura et, al piè d'un monticello, riscontrammo li bagni che domandano di Pisa..."
(De Montaigne 1581)

Nella pianura tra i fiumi Arno e Serchio alle pendici del Monte Pisano, si trova San Giuliano Terme: un territorio di 93 Kmq con circa 30.000 abitanti che si estende dai monti al mare in un contesto ricco di bellezze naturali e storico-artistiche.
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Le meraviglie di San Giuliano...

Il Comune si trova in un angolo di Toscana dal clima mitigato sia d'estate che d'inverno dalle brezze provenienti dal Mar Tirreno. Nel comune di San Giuliano Terme si trovano importanti sorgenti termali, una ricca rete di itinerari storico naturalistici, ville storiche, un Acquedotto Mediceo ben conservato, il bellissimo Parco Regionale di San Rossore-Massaciuccoli di 24000 ettari, molte pievi romaniche e medievali, eremi e monasteri, particolari viali alberati e la famosa cucina toscana con piatti e vini caratteristici.


Il paese di San Giuliano Terme è situato a metà  strada tra Pisa (6 km) e Lucca (8 km). Facilmente raggiungibili sono anche il litorale pisano e la vicina Viareggio.

 

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 Piazza Shelley

 

Con i suoi circa 3.000 abitanti San Giuliano Terme rappresenta una località  termale tranquilla dove poter fare vacanze all'insegna del relax e del benessere.

 

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Via Boboli

Oltre al centro termale si può visitare la cava di Nord est, la cui struttura ad anfiteatro è stata inserita in una cava dimessa recuperando in questo modo un ambiente poco consono ad un paese termale.

 

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Panorama dalla Cava Nord Est

La piazza da cui inizia la salita che porta al parco dell'anfiteatro può essere anche punto di partenza per le escursioni sui monti pisani.

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  Kaffèhaus

 

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Anfiteatro "Cava Nord Est"

Celebri ospiti che hanno soggiornato a San Giuliano Terme

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George Gordon Contessa D'Albany    Michel de     Giovan Battista      Paolina       Percy
     Byron         e Vittorio Alfieri        Montaigne         Niccolini          Bonaparte        Shelley

 

 

Vocabolario geostorico sangiulianese

Che cosa s'intende per ...

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Bagni: i complessi termali di Levante e di Ponente, ma anche il vecchio nome abbreviato del paese


Bagno della Regina: era il Bagno più antico e famoso nel complesso di Ponente: una vasta piscina marmorea cirondata da una elegante balaustra a colonnine, permetteva, con lo scendere cinque gradini, di "bagnarsi" a più persone, stando comodamente sedute su una panchina che correva torno torno. Il nome "della Regina"non è chiaro come sia nato: alcuni lo fanno risalire alla Contessa Matilde che restaurò i Bagni nel 1112 (ma Regina non era anche se si comportò come tale); altri alla "regina" delle polle che vi sgorgano, ritenendo quell'acqua la più...benefica.

Cafèhaus: la costruzione ad archi sul monte alle spalle dei Palazzi. Letteralmente il nome vuol dire "Casa del Caffè"; è stato luogo di divertimento (concerti, balli, ristorante, Caffè), meta di passeggiate e belvedere sullo stupendo panorama della nostra pianura tra l'Arno e il Serchio fino al mare. Fu innalzata dopo la metà del secolo XIX

Foro: il suo nome ufficiale è la "Galleria del monte Pisano"collega la pianura pisana a quella lucchese. Da esso passa oggi la variante dell'antica via del Brennero

Gondole: le barche "coperte" che si usavano in Fosso per trasportare i bagnanti; esistevano anche gondole da...passeggio, più leggere ed eleganti. Chi guidava queste particolari imbarcazioni erano i "Gondolieri". Lo scalo delle gondole era nei pressi del Ponte

Buche delle Fate: i cinque crateri sul Castellare che la leggenda poplare voleva abitati dalle fate.

Il Fosso di San Giuliano: Il Granduca Cosimo I de' Medici, che commissionò l'opera nel 1568, lo volle "navigabile"e, nel tratto davanti al "Bagno", ne prescrisse le sponde rivestite in "pietra bianca"

Villa del Polacco: la Villa, ora rudere, che da una piccola spianata sul Monte Castellare, guarda la pianura pisana, fu costruita dal Conte Sigismondo de Bosniaski, polacco, verso il 1870.
Il Conte, profondo conoscitore di botanica, rese praticabile alle carrozze un vecchio sentiero che dalla Valle di Asciano raggiungeva il pianoro. In onore della moglie la Contessa Elisabetta de Rulikowski, fece costruire a Viareggio il "Caffè Margherita".
La vicinanza della Villa alle Buche delle Fate ed altre coincidenze, l' hanno spesso coinvolta, insieme ai suoi abitanti, in leggende popolari. Tra l'altro è sempre stato detto che "il polacco"tenesse con sè una sorella, che aveva al posto del naso un "orribile caverna" da suscitare spavento, in chi molto raramente la incontrava. Il Conte abitò la Villa fino al 1921.

Tratto da "I racconti del Fosso" di Luciano Bacci

 

Il Treno (1846)

"Tutti sappiamo dov'è ; pochi invece sanno che il primo treno vi arrivò (senza proseguire per Pisa perchè le "verghe" si fermavano lì) il 29 settembre 1846. Successivamente fu costruita la Stazione come la vediamo e, nel 1857, il viale che la "congiunge al Bagno" 


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Un paese tra i primi ad avere il treno fu proprio San Giuliano...

Tre mesi prima s'era inaugurato il "tronco" che da Lucca ti portava a Ripafratta; ora si "rinnovava" quel pezzetto da Ripafratta ai Bagni.
In quell'anno lontano, dunque, ai Bagni, il penultimo giorno di settembre, si fece un gran festone. Quel giorno di mattina, alla stazione appena cominciata a costruire, arrivò il primo treno e un treno, per quei tempi, era proprio qualcosa da vedere.
A quell'avvenimento eccezionale non mancava nessuno.
S'erano chiusi i bagni, cave e stalle, l'osteria, le botteghe ed il Comune, la chiesa e la caserma dei gendarmi: il paese era corso alla stazione.
L'autorità eran presenti tutte. In testa, tutto lustro ed impettito, c'era il Gonfaloniere del momento, accompagnato dal suo Canceliere.
In mezzo a tutti, si pavoneggiava, trepidante anche lui, il "Capostazione"
Dopo anni di chiacchere e sudore, di leticate, sabotaggi ed altro, il "Vapore" arrivava a San Giuliano!
Più che passava il tempo e più la gente aumentava di numero e ...friggeva nell'attesa spasmodica del treno.
Giunse infine il ... fatidico momento.
Il "Bel Mostro" spuntò scampanellando dalla curva laggiù, verso Orzignano, avvolto nella gloria degli sbuffi di nuvole di fumo bianco latte.
Il borbottio si alzò fino a sfociare in un "oh" prolungato di stupore: la vaporiera, nera a fregi d'oro, aveva due lanterne sul davanti lucide come specchi e un fumaiolo altissimo; dietro, la "carbonaia" nera anche quella. Seguiva una carrozza grigio scuro di terza classe ed una di seconda tinta di verde prato. L'ultima, rosso sangue, era di prima (ma qualcuno asserisce che era gialla)
Tutte e tre straripavano di gente, affacciata ai terrazzi e ai finestrini, che sventolava fazzoletti bianchi.
Solenne come un principe sul trono, tra stridore di freni e scintillio di faville splendenti e battimani, il treno si fermò sottostazione.
Dopo un momento di sbigottimento, la folla fra spintoni e gomitate, s'avvicinò stringendo in una morsa da ogni lato il treno.
Lo toccarono tutti, anche I bimbetti, con la paura che non fosse vero!
Il salmo finì in gloria come sempre: s'aprirono bottiglie di spumante, si bevve e si mangiò tutti contenti, capi, prete e macchinista, mentre la gente ritornava a casa a bocca asciutta, ma tutta felice d'aver perfin "toccato con le mani" quel primo treno tutto colorato, il primo che da Lucca venne ai Bagni.

Tratto da "I Racconti del Fosso" di Luciano Bacci

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La stazione di San Giuliano Terme è oggi sede della Pro loco

 
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